Archive for the 'Recensioni' Category

Indy rulez

Sabato, Maggio 24th, 2008

indiana jones e il teschio di cristallo

Ieri sera siamo andati a vedere il nuovo film di indy. Personalmente l’ho trovato molto al di sopra delle mie aspettative, con un buon script e ottime interpretazioni. Di certo “i predatori dell’arca perduta” e “l’ultima crociata” erano ad un livello superiore però quello che conta è che questo film non è una semplice trovata commerciale, cioè ha una storia che si regge sulle sue gambe ed è tutta azione, in puro stile indy. Puro intrattenimento insomma. Certo, ci sono sempre gli elementi stereotipati e le situazioni impossibili, ma fanno parte della genesi e della storia di questo “eroe”, no?.

Comunque esiste una leggenda vera legata ai teschi di cristallo, parola del CICAP. Lo stesso Indy comunqeu dice che esistono di diversi tipi al mondo, quindi…

Brendon N. 57 - Gli sterminatori

Sabato, Dicembre 1st, 2007
Brendon N.57 - Gli sterminatori
Titolo:
Sceneg: Chiaverotti
Disegni: G. Ricciardi
Edit. ita.: Panini Comics
Formato: 16×21, bros, b&n
Prezzo: 3euro
Voto: 4.5

Ve ne sarete accorti che non scrivo più molto. La tesi mi prosciuga e non mi rimane tempo per fare altro. Si ok, chi voglio prendere in giro, sono io che mi faccio coinvolgere dalle cose e mi ci perdo. Vabbè, rimando la discussione a un altro momento perché prima o poi magari spiegherò cosa cavolo effettivamente sto facendo un attimo nel dettaglio. Sono in ritardo con le letture per cui ovviamente anche le recensioni sono state abbandonate però questo devo per forza segnalarlo anche se non rimane molto tempo per procurarselo visto che è bimestrale e il prossimo numero esce già il 14 Dicembre (l’ho detto che sono in ritardo…).

E’ uno dei più bei numeri di Brendon che abbia letto e i disegni sono veramente spettacolari. Chiaverotti (l’autore delle sceneggiature della serie) tipicamente si perde nei finali, ed è decisamente una cosa fastidiosa. In questo caso però secondo me si è inventato qualcosa un po’ fuori dagli schemi e soprattutto la storia riesce a chiudersi con una certa logica. Gli elementi innovativi sono due: per prima cosa, Brendon si trova a dover subire le conseguenze di quella che sembra una delle sue classiche imprese, cioè la storia non verte sullo scoprire i cattivi bensì sul il fatto che scoprirli scatena una serie di eventi. Seconda cosa, che non capita spesso (però quando capita fa sempre piacere), Brendon è sì protagonista però c’è ampio spazio per altri personaggi, primo tra tutti Oldboy, un altro cavaliere di ventura amico di Brendon.

La storia probabilmente non mi avrebbe fatto tutto questo effetto se non ci fossero stati i disegni di Giuseppe Ricciardi. La sua fantasia nel caratterizzare i personaggi, l’abbigliamento, i mascheroni dei cattivi, ma anche la sua tecnica di chinatura sono veramente una gioia per gli occhi.

Consigliato caldamente.

Spawn N.100

Lunedì, Ottobre 15th, 2007
Spawn N.100
Titolo: Spawn N.100
Sceneg: D. Hine
Disegni: B. Tan, B. Haberlin
Edit. ita.: Panini Comics
Edit. orig.: Marvel
Formato: 17×26, 224pp, bros, col
Prezzo: 16euro
Voto: 5

Finalmente ho trovato un po’ di tempo per parlare di questo numero epocale. No, non è una esagerazione perché, a mio modo di vedere, con questo numero Spawn è finito!!!. E’ stato aperto il vaso di pandora, il grande mistero sulla figura di Spawn è stato rivelato ed è tutto meravigliosamente interconnesso con tutto quello che ci era stato raccontato nel recente passato, dall’arrivo sulla testata della coppia Hine/Tan e l’inizio della serie di eventi che ha portato all’apocalisse e alla successiva “rinascita”.

Ma è proprio la fine di tutto? Beh, no, io parlo del fatto che tutto quello che era stato messo in pentola è finalmente esploso e siamo arrivati alla verità. Ciò non toglie che a questo punto subentra un’opera di ricostruzione che coincide con un nuovo cambio di team creativo. Hine rimane stabile alla sceneggiatura ma arriva Haberlin alle matite che, se non lo sapete, è da sempre, insieme al suo studio grafico, il colorista di Spawn non che una delle teste pensanti di casa Image. Todd ha dichiarato che Haberlin ha studiato anni per crearsi uno stile di disegno molto realistico e si sono pure inventati un sistema particolare di colorazione in modo da non alterare troppo le sue tavole. Resta il fatto che l’obiettivo centrale era ottenere un alto livello di realismo e la cosa credo sia stata raggiunta al di là del fatto che possa piacere o meno. C’è da dire comunque che, pur essendo drammaticamente diverso da quello precedente, va di pari passo con la logica delle nuove storie ed è certamente distintivo perchè non credo esista niente di simile sul mercato.

Personalmente quello che sconvolge è come, a distanza di anni, grazie a questa nuova run conclusasi in questo numero, Todd e Hine siano riusciti a creare una trama tremendamente coinvolgente, sensata, ma soprattutto in linea con il passato di Spawn. A questo punto non ho molti dubbi sul fatto che effettivamente Todd avesse da sempre in mente il punto di partenza e quello di arrivo come lui stesso ha sempre dichiarato. Tanto di cappello quindi a questo signore che, nonostante tutto, riesce ancora a sopravvivere senza dover inchinarsi a Marvel e DC (cosa che invece han fatto veramente tutti, compresi i suoi consociati Image…c’è da considerare però che c’è sempre la questione del nuovo crossover Spawn/Batman però di certo questo non può essere paragonato al “vendersi” alla Marvel come hanno fatto Silvestri o Turner).

Lode e gloria a Spawn ma aspettiamo dicembre prima di poter dare un giudizio vero sul nuovo destino della testata. Intanto, se non sapete come approdare a questa serie ci sono logiche possibili: se non volete aspettare, conviene recuperare l’ultima decina di numeri circa per entrare nell’ottica del “pre apocalisse”; se invece non avete fretta, potete aspettare LE RISTAMPE!!! Già già, finalmente la panini, secondo quanto dichiarato alla recente Romicomics, ha deciso di ristampare in volumi 100% tutto Spawn, partendo dall’inizio. Yuhuuuuuu (io me li accatterò perché non ho tutti gli spillati).

Loveless Vol.2

Domenica, Ottobre 14th, 2007
Loveless Vol.2
Titolo: Loveless Vol.2
Sceneg: B. Azzarello
Disegni: M. Frusin, D. Zezeji, W. Dell’Edera
Edit. ita.: Planeta DeAgostini
Edit. orig.: Vertigo
Formato: 17×26, 168pp, bros, col
Prezzo: 11.95euro
Voto: 4

Secondo tomo per questa violenta saga western e nuova iniezione di cattiveria mista a noir arricchiscono le vicende che ripartono da dove si erano interrotte nel precedente volume. Finora abbiamo assistito, con qualche colpo di scena, alla presentazione di una serie di personaggi mentre in questo volume l’attenzione maggiore credo sia rivolta sul protagonista incontrastato della storia, l’oscuro Wesley Cutter, e soprattutto alla sua nuova occupazione: sceriffo di Blackwater. Il sottotitolo del tomo poi è molto indicativo del suo contenuto: “Denso come il sangue” (seppur in originale fosse “Thicker than blackwater”) e infatti le vicende sono particolarmente ricche di cattiveria, più o meno gratuita, ma comunque “logica” nel contesto degradato in cui le vicende si svolgono, chiudosi poi con un colpo di scena veramente potente.

Ritroviamo poi il particolare stile di Azzarello nell’uso dei flash back, con la narrazione degli eventi passati sovrapposta a quella presente, cosa che a mio avviso rende il tutto molto più realistico e meno frammentato anche se di più difficile interpretazione. Per quanto riguarda le tavole di Frusin non c’è niente da dire, fantastiche come al solito, specie nel secondo episodio ma, inaspettatamente, compaiono Danijel Zezelj e Werther Dell’Edera secondo dei quali noto per i contributi a John Doe e Garrett (di cui a Lucca verrà presentata la versione in TB a quanto dice orgogliosamente Recchioni sul suo blog). In una intervista non recentissima poi troviamo conferma che Dell’Edera non è solo di passaggio sulle pagine di Loveless ma svilupperà un intero arco narrativo (che presumo vada oltre i due episodi presenti in questo volume) e seppur abbia uno stile molto diverso rispetto a quello di Frusin nel complesso credo sia un’ottima scelta per raccontare una storia come quella di Loveless.

Gli Eterni: Olympia

Sabato, Ottobre 13th, 2007
Gli eterni
Titolo: Gli Eterni
Sceneg: N. Gaiman
Disegni: J. Romita Jr
Edit. ita.: Panini Comics
Edit. orig.: Marvel
Formato: 17×26, 224pp, bros, col
Prezzo: 16euro
Voto: 3

Presentato come un evento, ero molto curioso di leggere questo bel malloppo e facendo una lunga tirata sono riuscito a finirlo in una sola volta. Tipicamente faccio le cose con calma perché preferisco gustare bene le cose però sta volta non ho resistito e l’ho finito subito (oddio, ci ho sempre impiegato quelle 2/2.5). Penserete che sia stato rapito dalla storia per fare una cosa del genere. Risposta: Ni. Più che altro volevo vedere come finiva, dove si andava a parare ed è li che poi mi è venuta quasi voglia di buttare via il volume. Sarà sacrilego, tendenzialmente controcorrente ma non l’ho trovato una gran che, cioè niente che vada oltre “il passatempo”.

I disegni di Romita Jr. sono molto belli, in particolare mi piace molto il suo stile di tratteggio, e le tavole in cui appaioni i Celestiali sono molto evocative e suggestive. Il problema è la storia. L’idea tutto sommato c’era ed era sensata (una volta tanto) però per certi versi è stata resa in modo un po’ superficiale. Non ho visto grandi “forze” in gioco e gli stessi Eterni non vengono approfonditi più di tanto se non per qualche sprazzo. E’ possibile che in marvel abbiano deciso di puntare ad un obiettivo commerciale “soft” piuttosto che ri-raccontare una cosa cosa che è invece passata alla storia per mano di altri autori e questo lo trovo ragionevole. Però se si riprendono in mano dei personaggi uno degli obiettivi credo sia quello di dare un valore aggiunto rispetto a quanto è stato detto in precedenza (ma anche questa è una mi opinione personale).

La prima parte poi, in cui vengono presentati i personaggi è anche interessante perché si rimane incuriositi ma tutto poi implode nella conclusione, in cui compaiono anche Iron Man, Calabrone e Wasp (presenze comunque del tutto superflue ai fini della storia secondo me) e comincia la solita tiritera della Civil War (che sembra quasi una presa in giro). Si ha come l’impressione che Gaiman non sapesse come dipanare la matassa e quindi ha fatto in modo che finisse da sola, in modo abbastanza deludente secondo me.

Nel complesso quindi, se siete curiosi e volete qualcosa di “diverso” da leggere come intrattenimento, potete farci un pensierino ma se avete in mente gli “originali” o state cercando qualcosa di più “serio” non fatevi ingannare dal numero di pagine e girate al largo.

Paz!

Lunedì, Settembre 17th, 2007

Orfano da serial (non so più che guardare) girovagando mi sono imbattuto nel film su Pazienza: allucinato, allucinoggeno, allucinante. Tale e quale a lui insomma. Psicologicamente pesante, perchè i suoi fumetti presi singolarmente portano in evidenza uno specifico problema ma in questo film tutto si mescola per cui i tre personaggi principali creati da Pazienza, vale a dire Zanardi, Pompeo e Pentothal vivono lo stesso presente, guardandosi con indifferenza ma con un certo stranimento, come se sotto sotto sapessero di essere collegati da qualcosa. Non è quindi un film su Pazienza, almeno non direttamente, perchè alla fin fine sono i suoi personaggi a parlare per lui disegnando dei quadri ben precisi. La storia è una sorta di mosaico abbastanza fedele delle storie pubblicate ma la cosa impressionante, oltre alla regia, sono le interpretazioni degli attori, Flavio Pistilli su tutti nei panni del violentissimo e pazzo Zanardi ma anche il Pompeo di Max Mazzotta non era mica male.

flavio pistilli zanardi paz andrea pazienza max mazzotta pompeo andrea pazienza

Era dal tempo di “Natural Born Killers” che non vedevo qualcosa di così estremo per cui non è certo un film consigliabile a tutti ma gli amanti di Pazienza farebbero meglio a matterci le mani sopra.

Civil War Special N.2

Mercoledì, Agosto 22nd, 2007
Civil War Special N.2
Titolo: Civil War Vol.5
Sceneg: P. Jenkins, R. Kirkman, M. Oeming,
Disegni: R. Bachs, P. Hester, S. Kolins, T. Raney
Edit. ita.: Panini Comics
Edit. orig.: Marvel
Formato: 17×26, 96pp, bros, col
Prezzo: 4,3euro
Voto: 3

Nuovo appuntamento con la Front Line, la serie che racconta la guerra attraverso gli occhi dei due giornalisti Ben Urich e Sally Floyd con un taglio decisamente investigativo. La questione principale infatti (come già risulta evidente in tutte le testate legate all’evento) è la presunta macchinazione che ha portato alla rottura tra i super eroi ma nel complesso non ci sono grandi rivelazioni. Si assiste ad un crescendo, i nostri protagonisti fanno scoperte apparentemente fondamentali (che però non ci vengono rivelate) ma poi tutto è troncato e ci tocca aspettare il prossimo (e conclusivo) volume. Insomma, la storia sembra interessante o quanto meno ben raccontata però non ci sono abbastanza elementi per dare un vero giudizio.

La panini ha pensato poi bene di farcire l’albo con altre 5 storie legate in vario modo alla guerra centrate su 5 personaggi differenti: Ant Man (non era morto? si infatti, questo dovrebbe essere il nuovo… o almeno credo), Usagent, Capitan Marvel (e ci becchiamo pure uno spoiler gratuito nell’ultima pagina sul prossimo numero di Civil War…tanto per gradire), Sentry e Nick Fury. Come riempitivo sono certamente divertenti (quella su Capitan Marvel è decisamente più che divertente) e sono buone storie però lasciano comunque un po’ il tempo che trovano perchè originate su pretesti veramente minimi.

Punisher War Journal

Martedì, Agosto 21st, 2007
Punisher War Journal
Titolo: Punisher War Journal
Sceneg: M. Fraction
Disegni: A. Olivetti, M. Deodato Jr
Edit. ita.: Panini Comics
Edit. orig.: Marvel
Formato: 17×26, 104pp, bros, col
Prezzo: 4.3euro
Voto: 2.5

Il ritorno in continuity del Punisher oltre ad essere testimoniato nei numeri 5 e 6 di Civil War (dove tra l’altro è proprio in prima linea) è palesato anche da questa nuova serie di cui l’albo contiene i primi quattro numeri. La panini si è riservata il diritto di verificare i dati di vendita di questo albo prima di decidere se vale la pena continuare la pubblicazione (o almeno è quello che si può intuire leggendo le note in terza copertina) e questo per certi versi lascia un po’ intuire che i contenuti non sono poi così convincenti (o magari ci sono altre motivazioni più importanti). Resta il fatto che i contenuti di questi 4 numeri dovrebbero essere legati alle vicende di Civil War e in particolar modo servono per sviluppare meglio come e perchè Frank prende posizione ma non sono poi così fondamentali.

La situazione comunque è molto semplice: gli eroi si picchiano tra di loro quindi alcuni criminali sono più liberi di fare casino (ma Tony Stark non si vantava, non mi ricordo più dove, che l’indice di criminalità era ai minimi storici? boh…) e quindi c’è più lavoro da fare per lui. Il fatto che scelga la fazione del Cap è legato ad un retroscena del passato di Frank e tutto sommato credo poi l’unica parte veramente interessante dell’albo assieme alle altre varie discussioni tra i due (principalmente nel terzo episodio in cui viene mostrata una versione ampliata dello stesso dialogo presente in Civil War N.6).

Il quarto episodio è poi decisamente distaccato dalla continuty della guerra e funge da momento di riflessione. Ci troviamo infatti alla veglia funebre di uno dei classici cattivi con uno strambo costume a cui presenziano altri cattivi con altrettanti costumi strambi e tutto verte sul concetto dei “bei tempi andati”, quando tutti gli avvenimenti erano aria fritta e difficilmente uno ci rimetteva le penne. L’espediente sarebbe di per se divertente se non fosse che poi in terza copertina ci rivelano che il tutto in realtà è una “revisitazione” di un vecchio albo in cui capitavano sostanzialmente le stesse cose per cui la trovata viene ampiamente ridimensionata.

Anche dal punto di vista grafico non sono rimasto particolarmente soddisfatto, se non per qualche tavola, perchè non mi piace molto l’applicazione di quello stile di lavorazione in cg per i fumetti (ma è una questione di gusti personali).

Nel complesso comunque l’albo è tutt’altro che imperdibile. Anche coloro che seguono le vicende del Punisher sui volumi 100% Marvel o che seguino le vicende di Civil War possono tranquillamente evitare l’acquisto senza grandissimi pentimenti.

Civil War N.6

Domenica, Agosto 19th, 2007
Civil War N.6
Titolo: Civil War Vol.6
Sceneg: M. Millar, P. Jenkins
Disegni: S. Mc Niven, S. Lieber, L. Weeks
Edit. ita.: Panini Comics
Edit. orig.: Marvel
Formato: 17×26, 48pp, bros, col
Prezzo: 3euro
Voto: 2dot5

Penultimo appuntamento per il maxi evento marvel che si chiuderà infatti con il settimo numero il mese prossimo. Difficile però considerare la cosa un vero capitolo chiuso perchè se si analizzano gli eventi raccontati nella testata principale tutto sembra un po’ troppo compresso e sfuggente. Si ha l’impressione che questa sia più che altro un collante per le serie parallele (vedi l’uomo ragno o i vendicatori per non parlare della Front Line) dove si sono viste le cose più interessanti dal punto di vista narrativo (dal punto di vista grafico, i disegno di Mc Niven sono impeccabili).

In questo numero ritorna prepotente l’ombra della macchinazione come motivazione principale alla guerra e gli eventi non sembrano giudati da una logica ben precisa se non quella di voler raggiungere un nuovo punto di rottura che porti a far fronteggiare nuovamente le due fazioni. Il ritorno in scena del Punitore è la parte più interessante perchè ci viene raccontato un retroscena che lo lega a Capitan America.

Se Civil War N.6 rimane un po’ deludente, su The accused, la mini su Speedball (ex capo dei New Warrior), assistiamo a quello che nei numeri precedenti era ormai evidente, vale a dire al ritorno dei suo poteri, persi apparentemente dopo la detonazione di Nitro nel disastro di Stanford. Comunque il tutto è più che altro una preparazione ai prossimi episodi però mi sento ottimista in quanto quello che Jenkins ci ha raccontato finora mi è sembrato molto coinvolgente.

In Sleeper Cell invece il protagonista è Norman Osburn, principale causa della difficile relazione diplomatica con il regno di atlantide, sebbene anche qui lo spettro della macchinazione è presente non essendo chiaro chi lo abbia liberato dal carcere nè tanto meno chi gli abbia commissionato gli attentati.

A meno di grandi sorprese comunque questo maxi evento che inizialmente sembrava così interessante col tempo si è un po’ perso per strada. La volontà di voler gestire tanti racconti separati ma accomunati da un unica tematica credo abbia di fatto snaturalizzato la serie principale. Sembra quasi di avere per le mani un puzzle: anche senza tutti pezzi si può riuscire a capire la figura complessiva o alcuni suoi dettagli ma averli tutti è ovviamente una cosa diversa. Questo quindi puzza terribilmente di trovata commerciale, cosa inizialmente non così evidente.

Dylan Dog Color Fest N.1

Sabato, Agosto 18th, 2007
Dylan Dog Color Fest N.1
Titolo: Dylan Dog Color Fest N.1
Sceneg.: G. Gualdoni, R. Recchioni, T. Faraci, G. Di Gregorio
Disegni: B. Brindisi, M. Carnevale, D. Gianfelice, G. Casertano
Edit. ita.: Sergio Bonelli Editore
Formato: 16×21, 132pgg, colori, bross.
Prezzo: 4.8euro
Voto: 4

Nuova serie di annuali per Dylan Dog. Non sono un grande estimatore della serie però non ho esitato l’acquisto perchè i credits lasciavano presagire ottime storie. Perchè però un nome così bizzarro? Perchè abbiamo tutte storie a colori (tanto per cambiare) e l’obiettivo, seppur celebrativo dopo vent’anni di continuativa pubblicazione della serie, è quello di creare qualcosa che possa divertire sia i lettori sia i creatori per cui invece di avere un’unica storia creata da un solo team, hanno pensato bene di inserire ben 4 storie sviluppate da altrettanti team.

La prima “Dylan in worderland” è scritta da Gualdoni e disegnata da Brindisi e ci fa ripercorrere un episodio dell’infanzia di Dylan, o almeno è quello che sembra per tutta la storia finchè il finale non rimescola un po’ le carte in tavola.

La seconda “Fuori tempo massimo” è della coppia Recchioni/Carnevale ed è una sorta di celebrazione di alcune delle passioni dello scrittore romano (leggasi nerdaggini varie anni 80/90). Racconta cosa potrebbe capitare a un serial killer se si trovasse a vivere in un’epoca che non è più sua e ha un finale decisamente divertente e inaspettato per cui varrebbe la pena di leggere solo per quello però dobbiamo tenere a mente che ci sono anche i disegni di Carnevale da ammirare, cosa mai da sottovalutare.

La terza “L’accalappiasogni” di Faraci/Gianfelice è la mia preferita in assoluto sia dal punto di vista della sceneggiatura (divertente quanto ben ragionata, con i dialoghi posizionati in modo perfetto per fare da collante alla narrazione) che dal punto di vista grafico (si ok, ho un debole per lo stile di Gianfelice). Abbiamo a che fare con un caso di sparizione di un animale immaginario (l’amico immaginario del figlio di un amico di Dylan) e le ricerche ci porteranno in un mondo immaginario riempito di personaggi decisamente strani e divertenti (avete presente i film dreamwork? ecco, quel genere di stranezze)

Chiude “Il vampiro dei colori” di Di Gregorio/Casertano, molto più in linea con le classiche storie della serie rispetto alle precedenti. Qui Dylan ha a che fare con un presunto caso che alla fine però si rivela essere qualcosa di ben diverso (quando mai lo è?).

Per quanto riguarda il formato, il prezzo è decisamente contenuto, probabilmente anche perchè ha le classiche dimensioni “bonellidi” (scelta probabilmente motivata anche dal fatto di voler attrarre anche il classico pubblico che già legge albi similari) per cui, nel complesso, vale decisamente l’acquisto.