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| Titolo: |
Garrett - Ucciderò ancora Billy the Kid, Vol.1 |
| Sceneg: |
R. Recchioni, M. Casali |
| Disegni: |
R. Burchielli, W. Dell’edera, D. Gianfelice |
| Editore: |
Edizioni BD |
| Formato: |
17×24, 30pgg, b/n |
| Prezzo: |
5euro |
| Voto: |
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Rispetto al proposito che mi ero fatto, sono tremendamente in ritardo con la pubblicazione di questa recensione ma il fatto è che di questo numero uno l’attesa e le chiacchiere circolate sono state parecchie e sono rimasto in dubbio se era o meno il caso di spenderne altre. Alla fine mi sono comunque deciso per cui cercherò quanto meno di non essere troppo banale.
Se dovessi scegliere un termine per descrivere descrivere il concept della serie sceglierei senza dubbio “non convenzionale”. Il perchè è presto detto: prendete il far west, quello bastardo, quello degli uomini duri, metteteci Billy The Kid risorto dalla tomba e alla testa di un esercito di zombie, aggiungeteci Pat Garrett, colui che era riuscito ad eliminare la prima volta il Kid, dategli come missione l’uccisione del suo vecchio amico e avrete gli ingredienti base. Detto così probabilmente sembra la trama di un film horror di serie B ma, se ci pensate un attimo, l’accostamento zombie/far-west a mio avviso non è mai stato più congeniale. Se a questo aggiungete che lo sceneggiatore è Roberto Recchioni, vale a dire uno dei genitori di John Doe e Detective Dante, due delle serie italiane più interessanti e innovative degli ultimi anni, il sorrisetto di scherno comparso alla lettura del plot viene a tramutarsi in un ghigno malefico di bramosia da lettura.
Le sorprese però non finiscono qui perchè Recchioni a chiamato a se grandi disegnatori come Riccardo Burchielli e Werther Dell’edera, cresciuti anche sulle pagine di John Doe ed ora al soldo della Vertigo. Lo stesso Recchioni ha dichiarato in un’intervista che la scelta è stata fatta proprio per puntare al massimo della qualità ed è indubbio affermare che l’obiettivo è stato raggiunto in pieno. Lui stesso si è riservato poi il diritto di fare le chine alle tavole di Dell’edera e devo dire con buona resa, quindi doppio plauso a RRobe (come si firma lui sui forum di discussione).
L’albo presenta due storie, la prima in cui vengono introdotti tutti i personaggi principali e la seconda in cui si può dire di essere realmente entrati in “atmosfera da serial”. Del secondo episodio devo sottolineare come i versi di Knoking on heavens door di Bob Dylan, usati per intramezzare delle vignette, si rivelino azzeccatissimi e devo dire (anche se probabilmente ho scoperto l’acqua calda) che non avevo mai analizzato questa canzone per il reale significato del suo testo.
Mamma, seppellisci li mie pistole…
Io non posso più sparare
Quella nuvola nera sta scendendo su di me
Mamma, leva il sangue dai miei occhi…
Io non posso più vedere
Sto male e sono stanco di combattere…
Mamma, fa smettere di suonare le campare…
Io non le posso più sentire
Sono stanco e sto piangendo…
e mi sento come se stessi bussando alle porte del paradiso
Oltre ai due episodi, ogni albo (sono previste quattro uscite) presenta una ministoria da 6 pagine (per un totale quindi da 24 pagine complessive adatte a comporre uno spin-off) scritta da Matteo Casali e disegnata da Davide Gianfelice. Questa ulteriore mini-nella-mini dovrebbe servire per presentare le vicende da un altro punto vista, quello di Parla alle ombre, uno stregone/guerriero indiano che sembra conoscere molto riguardo alla recente resurrezione dei corpi. I presupposti presentati sembrano molto buoni però al momento c’è veramente poco materiale per poter dare un vero giudizio.
In chiusura restano ancora due cose da dire: la prima riguarda le copertine, affidate a Massimo Carnevale, fantastiche come sempre (parlo al plurale perchè in rete circolano anche quelle dei numeri successivi), mentre la seconda riguarda i redazionali interni, affidati a Diego Cajelli e Marco Farinelli, molto utili per approfondire la conoscienza storica sulle figure di Garret e del Kid.