Archive for Giugno, 2006

Finale in produzione

Mercoledì, Giugno 28th, 2006

Questo è un periodo abbastanza strano. Sto studiando veramente pochissimo (praticamente mai) complice il fatti che ho un po&8217; di problemi di salute però ho riacquistato la mia vecchia passione per il disegno (sicuramente anche per via delle tonnellate di cose che sto leggendo). Inauguro quindi una nuova categoria di post per il mio blog con la mia ultima produzione.

disegno

Shanna

Mercoledì, Giugno 28th, 2006
Shanna
Titolo: Shanna
Sceneg/Disegni: F. Cho
Colori: J. Keith, D. Stewart
Ed. ita.: Marvel Italia
Ed. orig.: Marvel Comics
Formato: 21×28 - 180 pgg, cart, col
Prezzo: 15 euro
Voto: 3

Quando ho visto il formato dentro di me è salito un urlo di disperazione perchè sapevo che il costo sarebbe stato alto. Non che sia stato una grande ostacolo sopprimere ‘il grillo parlante'’ però col senno di poi devo dire che il prezzo è del tutto onesto, ma andiamo con ordine.
La copertina del volume parla in modo abbastanza esplicito: abbiamo a che fare con la storia di una formosissima donna selvaggia. Shanna è infatti il frutto degli studi genetici dei classici scienziati nazzisti che nella terra-del-non-so-dove l’hanno sintetizzata in provetta e poi cresciuta in un’incubatrice finchè una spedizione di militari non l’ha risvegliata e liberata. La trama non entra molto nel dettaglio del perchè o del percome i nazzisti siano arrivati a questo ennesimo atto di supremazia scientifica anche perchè l’attenzione è rivolta più che altro su un’altro aspetto: le mazzate che la protagonista da ai dinosauri che popolano la preistorica terra in cui la storia si sviluppa. E quando parlo di mazzate, le intendo con la M maiuscola, tanto che nelle prime pagine Shanna a mani nude spezza il collo ad un velociraptor (e chi non ne sarebbe capace, tzè tzè).
Se la storia è un po’ banalotta e non colpisce (se non forse per il finale), nei dialoghi, in cui sono presenti spunti anche divertenti, e soprattutto nei disegno Cho da, a mio avviso, il meglio di se. Sarà anche per il fatto di avere tra le mani un cartonato (quindi un formato di qualità sicuramente più elevata di un brossurato) ma i disegni sono veramente interessanti, soprattutto i dinosauri e (ovviamente) la protagonista che, una volta tanto, non ha un’anatomia esagerata o assume pose che non siano attinenti con la storia.
Nel complesso quindi ritorno ad affermare che, anche se il prezzo sembra elevato, in realtà è un valore onesto. Non sarà certo un capolavoro del fumetto mondiale però è sicuramente un’opera piacevole per passare un po’ di tempo di relax.

Ant

Domenica, Giugno 25th, 2006
Ant
Titolo: Ant
Sceneggiatura: M. Gully, T.Gully, S. O’Reilly, K.Levin
Disegni: M. Gully
Chine: M. Gully, P. Repovski
Colori: R. Lee, S. Renee
Editore: ItalyComics
Formato: 17×26, bross, col
Prezzo: 10 euro
Voto: 2.5

Il mio primo incontro con questo personaggio l’ho avuto sul numero di Preview di aprile ma da li a sapere che era prevista un’edizione italiana della serie in linea di principio ne servono di passaggi. Devo dire la cosa mi ha sorpreso abbastanza perchè, se non sbaglio, esiste solo Spawn pubblicato in italia del parco testate dell’Image e questo particolare non ha fatto altro che stimolare la mia curiosità su questa serie.
Questo volume raccoglie la prima serie pubblicata in america dagli Arcana Studio (cioè quattro numeri) mentre è in corso in questi mesi la pubblicazione in america della seconda (continuazione della precedente) sotto etichetta Image che verrà comunque pubblicata anche qui da noi sempre dalla ItalyComics (anche se non mi è ancora chiaro in quale formato).
Ant ha una nascita alquanto bizzarra in quanto il suo creatore Mario Gully l’ha praticamente partorita mentre si trovava in carcere e ci sono diversi riferimenti più o meno autobiogratici che lo possono testimoniare. Gully non era un disegnatore professionista anche se (a detta sua) aveva da sempre disegnato per cui ha ben pensato di sfruttare al meglio le lunghe settimane di reclusione lavorando su questa vecchia passione che si è poi concretizzato a distanza di tempo con la pubblicazione delle sue fatiche. Bisogna dire però che questa sua “inesperienza” traspare in modo abbastanza netto, non tanto nel tratto del disegno quanto nella struttura dei dialoghi e la struttura della storia in se (scritte assieme a Sean O’Reilly, Ken Levin e Tina Gully). Si tratta comunque di problemi di forma e non di contenuti perchè a mio avviso ci sono elementi interessanti o quanto meno non tradizionali. Diversamente da quello che si può pensare infatti, il fumetto non è una semplice cronaca delle gesta dell’ennesima super-eroina perchè Ant è la proiezione mentale delle fantasie di una bambina di otto anni che usa Ant e il suo universo per fuggire dalla realtà in cui lei vive. La bambina arriva a convincersi di essere Ant e il primo volume si conclude un po’ in modo inaspettato ribaltando tutte le convizioni che fino a quel momento erano state accumulate.
Non passa poi certo inosservato lo stile di disegno veramente troppo simile a quello di Capullo tantè che in certi punti la caratterizzazione dei personaggi sembra essere copiata da altri fumetti, cosa certamente non piacevole. Bisogna sempre tenere presente che abbiamo a che fare con un “fumettista fai da te” per cui anche se (finora) manca un po’ di originalità dal punto di vista dello stile forse si può chiudere un occhio.

Oh, my God

Sabato, Giugno 24th, 2006

galeazzi Penso che la foto si commenti abbastanza da sola (non so se rendere grazie o meno al blog di Diegozilla per questa perla). Ma sarà poi vera? Quanto meno però è verosimile. Sembra sul punto di esplodere. Chissa se gli fanno qualche controllo strano all’ingresso visto che potrebbe essere classificato co1;$arma impropria…sigh

Sicuramente è un complotto dei comunisti

Giovedì, Giugno 22nd, 2006

I primi anni di università io, come molti altri ragazzi del mio corso, eravamo “costretti” a seguire un corso d’inglese in cui più che altro si perdeva del tempo in modo gratuito. Uno di quei giorni però la nostra professoressa (Mrs Eleine) ci ha regalato una delle perle di demenzialità che sono rimaste nella storia della nostra carriera universitaria.
Tutto scaturisce dal fatto che lei ci racconta che avrebbe insegnato ad andare sul surf a vela (o una cosa del genere) a niente popo’ di meno che Paul McCartney e che poi un po’ per amicizia (o magari per qualche altro interesse) il famoso cascetto gli aveva addirittura dedicato una canzone. Tutti noi quindi a pensare: “bella storia, ma sarà poi vera?”. Beh, non facciamo neanche in tempo a finire di formulare quel pensiero che lei lo polverizza con un’uscita del tipo: “…beh, così quando muore poi la vendo e ci faccio dei soldi”.
Probabilmente lei però non sa che sulla figura di McCartney pende un mistero al quanto bizzarro in quanto alcuni sostengono che sia morto nel ‘69 e che da allora sia stato sostituito da un sosia: leggete qui .
Parafrasando un famoso giustiziere della politica italiana, io direi che sicuramente è un complotto dei comunisti.

Ah Ah Ah…che ridere

Mercoledì, Giugno 21st, 2006

devil decadenteMi è stato segnalato questo fantastico blog e io provvedo a espandere la conoscenza nel modo, missione per altro assunta di petto se si tratta di fumetti.

Ex Machina: Cento di questi giorni

Sabato, Giugno 17th, 2006

Ex Machina v.1 Confesso che la recensione di questo volume probabilmente arriva un po’ in ritardo (credo che sia in giro oramai da qualche mese) ma avendo apprezzato il suo sceneggiatore in altre opere (Y:The Last Man e Runaways) non ho resistito al suo richiamo e appena ho potuto l’ho comperato. Devo dire che la sua lettura non mi è risultata molto semplice e ho cominciato ad esserne affascinato solo verso la fine ma procediamo con ordine perchè di cose da raccontare su questo volume a mio avviso ce ne sono parecchie.
Innanzi tutto: di cosa parla? A grandi (ma molto grandi) linee è la storia di un giovane ingegnere (Michell Hundred) che acquisisce il potere di dialogare, o per meglio dire, di comandare, le “macchine”, cioè un qualunque congegno meccanico (da qui il rimando al titolo dell’opera anche se una spiegazione completa della semantica effettiva è un po’ più articolata). Detto così sembra essere la solita solfa trita e ritrita ma B.K.Vaughan (lo sceneggiatore) costruisce la storia su fondamenta ben diverse da quelle che ci si potrebbe aspettare. Ex Machina è il nome che Mitchell assume quando indossa i panni del giustiziere ma le azioni che compie (una molto clamorosa che non enuncio per non rovinare il gusto di scoprirla a quei temerari che vorranno comprare il volume) col tempo cominciano ad insinuare forti dubbi nel protagonista sul fatto che sia o meno corretto cercare di portare il mondo sulla retta via usando “le maniere forti”. Queste convizioni sono il perno fondamentale della vicenda in quanto Michell decide di abbandonare per sempre le spoglie del suo alter-ego e di dare il suo contributo
per un mondo migliore candidandosi, e vicendo, le elezioni a sindaco di New York (la città in
cui tutta la storia si sviluppa). Nel complesso quindi abbiamo a che fare con un super eroe che non vuole essere tale e che viene invece a scontrarsi (pesantemente) con quello che l’amministrazione di una citta come New York può comportare. In più, in questo primo volume, non viene specificata la sorgente effettiva del potere di Mitchell e si parla di un fantomatico “super-cattivo” che è stato sconfitto (apparentemente) ma di cui non viene raccontato nulla per cui rimangono aperti molti interrogativi che suscitano forte curiosità.
Ex Machina v.1 Il metodo narrativo che viene utilizzato a mio avviso è molto raffinato e di alta scuola anche se tende un po’ a spiazzare il lettore. Il sunto che ho fatto sopra infatti non viene raccontato così linearmente, in quanto la narrazione parte con Mitchell già sindaco e poi, pagina dopo pagina, con un sapiete uso di flashback, il mosaico piano piano si compone.
Fondamentali sono anche i dialoghi tra i personaggi con il loro carico di ilarità, provocazioni e continui rimandi (sin dalla primissima pagina) alla quotidianità della società americana dei giorni nostri.
Anche la tecnica usata per il disegno è al quanto particolare. Tony Harris (il disegnatore) si è infatti avvalso di persone in carne ed ossa, fotografandole in posa, secondo quello che era lo story-board, e ridisegnando poi le foto fatte (il tutto è testimoniato da nelle pagine il fondo al volume che presentano la sequenza di costruzione di alcune tavole). L’effetto alla lettura è veramente notevole.
Nel complesso i presupposti per un’opera molto interessante ci sono proprio tutti.

Quando i nerd fanno “Oh”…ma che stai a di!

Sabato, Giugno 17th, 2006

Pochi giorni fa ho scritto un post per “reclamizzare” il nuovo telefilm su Joey dicendo che è tutto sommato divertente. Non che abbia cambiato idea ma nella puntata dell’altro ieri uno scambio di battute tra i protagonisti mi ha lasciato un attimo basito perchè si parlava di compilazione di moduli kernel linux. Sì avete letto bene: moduli kernel!
Tutto nasce dal fatto che Alex (l’amministratrice dello stabile di Joey) aveva un problema con il pc e aveva chiesto a Michael (il nipote di Joey) di aiutarla. Lui rigira il suo problema ad un suo amico (probabilmente nerd) e Joey quando viene a conoscenza della cosa chiede semplicemente cosa era capitato (anche se uno non sa nulla di un argomento fa sempre piacere avere domande del genere, no? almeno si dimostra interesse verso l’altra persona) e qui arriva il bello perchè Michael gli risponde con una cosa del tipo:

“Non riusciva a compilare un modulo nel kernel linux: il front side bus non comunicava più con la memoria cache!”.

Ovvio che questo popo’ di termini tecnici doveva semplicemente portare Joey ad avere una faccia assurda (come d’altra parte capiterebbe allla maggior parte delle persone visto l’alta concentrazione di termini tecnici in una sola frase) e io li per li non ho pensato al significato effettivo della frase stessa. Ieri mattina invece, di punto in bianco, mi è ripombata nel cervello e ho cominciato a cercarne un senso ma dopo 5 minuti di arrovellamenti cerebrali ho rinunciato a trovare una risposta: “è possibile che con un modulo kernel io possa fare si che l’FSB comunichi o meno con la cache”?

Nuovi telefilm

Martedì, Giugno 13th, 2006

Arriva l’estate e come al solito la maggior parte dei programmi televisivi finisce. Quest’anno però, almeno per il momento, sembra che ci siano validi sostituti. Mi riferisco ai due nuovi telefilm che vanno in onda dalle 19:00 (circa) su RaiDue: Joey e Due uomini e mezzo.

Joey Nel primo caso si tratta di uno spin-off (concedetemi il termine) di Friends in quanto il Joey di cui si parla non è altro che il mitico Joey Tribbiani, attore un po’ tontolone ma dal fascino irresistibile (almeno nei serials) interpretato da Mat LeBlanc. L’incipit della storia mi è un po’ sfuggito perchè mi sono perso purtroppo le primissime puntate (complici i programmatori della rai che fanno le cose senza dare un preavviso ai poveri utenti) per cui mi sono trovato Joey catapultato a Los Angeles dove vive la sua conturbante sorella Gina (Drea de Matteo) e il relativo figlio Michael (Paulo Costanzo). Michael stressato dalle pressioni di sua madre che vole mettere becco in qualunque cosa faccia finisce per trasferirsi a casa dello zio e la coabitazione risulta molto singolare in quanto Michael è una “secchia” di prima categoria incapace di relazionarsi con il sesso opposto mentre Joey è esattamente agli opposti. Chiaramente poi Gina non ci sta ad essere messa in disparte per cui è sempre presente nella vita del figlio ma c’è anche un’altra presenza femminile interessante a complicare le vicende: Alex, avvocato che vive di fronte a Joey e che funge da amministratore dello “stabile”.

Nel complesso, anche se non arriva neanche minimamente vicino a Friends, a mio parere è un buonprodotto se si vuole passare una mezzoretta di relax (Joey è veramente sempre lo stesso per cui risate garantite).

Due uomini e mezzo Il secondo telefilm invece ha come protagonista niente popo’ di meno che Charlie Sheen e in più l’incipit qui è decisamente più interessante rispetto al precedente: Charlie (Charlie Sheen) si vede costretto ad ospitare a casa sua il fratello Alan (Jon Cryer) e il piccolo Jake (Angus T. Jones) in quanto Alan è stato piantato dalla moglie che si è dichiarata lesbica. Charlie poi è un donnaiolo con delle teorie tutte sue su come trattare con le donne (nella puntata di sta sera ad esempio spiegava al nipotino come riconoscere un seno rifatto da uno vero e Jake era rimasto talmente affascinato dalla cosa che al cinema con la madre passa poi il tempo da dire “Quello è vero…quello pure…quello rifatto…”).

Complessivamente anche questo mi sembra un buon telefilm anche se forse non arriva alle punte di comicità di “Joey”.

Anime di Witchblade

Venerdì, Giugno 9th, 2006

witchblade serie televisiva A quanto pare da Aprile è iniziata la programmazione della serie animata di Witchblade. Si tratta di una produzione dello studio Gonzo Animation di ben 26 episodi e a quanto pare ha riscosso un certo successo finora. Non sono in grado di dare notizie attendibilissime in quanto il sito ufficiale non dispone ancora di una versione in inglese (e per il mio giapponese vale la seguente proporzione “fina : giapponese = di pietro : italiano”) però sembra che non ci sia molta attinenza tra questa serie e la relativa versione a fumetti, fatto peraltro testimoniato dal character troppo “gommoso” per poter essere paragonato a quello originale e dal contratto da Top Cow (editrice che ha creato il personaggio) e Kodansha (nota editrice nipponica) per far uscire un’adattamente in manga della serie in contemporanea alla programmazione televisiva.

Del resto non è certo la prima volta che la lama stregata viene utilizzata da donne che non siano Sara Pezzini o in ambienti diversi dal fumetto (le deludenti serie televisive e le voci riguardo film in produzione lo palesano). A mio avviso questo è anche uno dei punti di forza del concept stesso oltre a mix interessanti di misticismo, azione e (soprattutto) una abbondante dose di curve (almeno questo per quanto riguarda il fumetto) però bisogna vedere come l’introduzione di varianti vengono poi utilizzate ai fini della storia.

Sembrerebbe poi che ci sia un certo interesse per riuscire a portare la serie anche su Cartoon Network in america, il che significherebbe riuscire a vederle in una lingua comprensibile e a costi più o meno contenuti (che ha orecchie per intendere intenda).