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| Titolo: |
Ultimate Iron Man |
| Sceneggiatura: |
O. S. Card |
| Disegni: |
A. Kubert, M. Bagley |
| Editore ita.: |
Marvel Italia |
| Editore orig.: |
Marvel |
| Formato: |
17×26, bross, col |
| Prezzo: |
4 euro |
| Voto: |
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Quando ho visto la copertina di questo volume tempo fa decisi che l’avrei sicuramente acquistato, anche perchè poteva essere una buona occasione per avvicinarsi all’universo marvel visto che, come dice il titolo stesso, viene raccontata la nascita di Iron Man (seppur nell’universo ultimate cioè in chiave adolescenziale).
Tony Stark (il futuro Iron Man) è nato con delle mutazioni (se vogliamo chiamarle così) che lo rendono più intelligente delle persone comuni e gli danno una capacità autorigenerante anche se il suo senso del tatto è troppo sviluppato e per cercare di arginare il problema deve ricoprirsi di una apposita soluzione (che però viene annullata con semplice sapone antibatterico). La storia inizia con l’incontro tra Howard Stark e Maria Cerrera (i suoi futuri genitori) entrambi biologi che uniscono le forze in un progetto per la creazione di una nuova armatura-batterica (che diventerà la “sostanza isolante” necessaria a Tony per sopravvivere) in grado di resistere anche ai proiettili. Durante un esperimento Maria si ferisce ed entra a contatto con un virus che gli provoca delle alterazioni che, oltre a provocarle la morte, verranno anche trasmesse anche a Tony, di cui era incinta. Maria è poi la seconda moglie di Howard, infatti era stato sposato precedentemente con Loni, donna che avida di potere che si allea con il principale concorrente dell’ex-marito (Zebediah Stane) solo per questioni economiche anche se gli darà un figlio, Obadiah.
Questi risultano gli elementi principali raccolti nel primo episodio del volume ma sono più che sufficenti per capire quale strada la storia debba prendere e di fatti non ci sono emozionanti colpi di scena, anzi. Card, da quanto ho potuto capire, è uno scrittore prestato all’universo dei comics in quanto molto pià noto per il suo lungo passato di scittore sci-fi. A mio avviso questa sua estraneità si sente molto, infatti, soprattutto nelle prime pagine, le transizioni tra una pagina e l’altra, ma anche tra una vignetta e l’altra sono troppo nette con una conseguente narrazione troppo macchinosa-a-scatti. Le problematiche adolescenziali, che dovrebbero essere proprie dell’universo ultimate, sono praticamente assenti ma anche gli stessi elementi di natura fantascientifica risultano veramente poco convincenti.
Per quanto riguarda il lavoro di Kubert, vista la copertina invitante, forse mi aspettavo di più. A mio avviso non ci sono tavole molto interessanti a parte forse le cover.
Nel complesso non è volume che mi sento di consigliare a meno di non essere grandi appassionati del personaggio.