Archive for Novembre, 2006

Allegato a XL, e altre news

Mercoledì, Novembre 29th, 2006

Castello errante di howl - locandinaGiovedì 2 Dicembre, vale a dire dopo domani (cavolo siamo già a Dicembre… fra un po’ invecchio pure di un anno… sigh), insieme alla rivista XL di Repubblica verrà messo in vendita, a richiesta, il DVD del noto film di animazione dello Studio Ghibli, Il castello Errante di Howl diretto da Hayao Miyazaki. Se l’iniziativa è identica a quella che mesi fa aveva interessato la pubblicazione di Akira, il costo dovrebbe essere di 9,90euro più il giornale (ma non sono sicuro perchè non mi ricordo esattamente quanto pagai all’epoca).

Rimanendo sempre in tema di film, la Sony ha lanciato l’ennesima iniziativa divulgativa su Spider Man 3. Sinceramente non condivido molto questa politica, cioè questo continuo effluvio di news è eccessivo e secondo me finirà per sovvertire le aspettative. Non c’è che dire però: gli effetti speciali sembrano veramente ottimi … peccato però che quando verranno visti al cinema non sorprenderanno più nessuno. Comunque, il filmato riguarda gli spezzoni trasmessi durante le pause pubblicitarie della recente messa in onda di Spider Man 2 in occasione del giorno del ringraziamento.

Fatti due risate

Martedì, Novembre 28th, 2006

Parto subito con una foto che è parcheggiata da quasi un mese in attesa del post adatto per la pubblicazione. Risale ad un ormai mitico pomeriggio in cui noi poveri sfigati abbiamo dovuto attendere che si facessero le 17:30 prima di poter sostenere un esame scritto (della durata di due ore). La foto rispecchia abbastanza l’atmosfera di relax che aleggiava e non voglio addentrarmi nei discorsi schizzati che facevamo, però la cosa totalmente involontaria è che sembra che ci sia qualcuno fuori dalla finestra dietro di noi con una spada laser pronto a tagliarci in due (ed essendo noi più in basso di lui, secondo le regole di ingaggio jedi, non avremmo avuto speranza di vittoria).

preesame

Questa segnalazione invece viene dritta dritta dal blog di Diego Cajelli (Diegozilla per gli amici) e si tratta di … come definirlo … una specie di fotoromanzo fatto usando pupazzi, tra cui spicca quello di Charlton Heston. Quando avete 5min di tempo andate a leggervelo perchè, oltre ad essere fatto molto bene, fa squarzare.

Sempre in tema di stupidaggini, guardate questo filmato da youtube riguardante il comportamento delle icone quando voi non le osservate.

Mai Male, back in action

Domenica, Novembre 26th, 2006

Ieri sera sono andato a sentire il gruppo di un mio amico, o meglio la nuova versione del gruppo. Sono i Mai Male, rinati a nuova vita dopo dopo più di un anno di inattività con una formazione abbastanza rinnovata. Il vecchio gruppo lo conoscevo solo indirettamente tramite la mia amicizia con uno dei due chitarristi però non mi era mai capitata l’occasione di andarli a sentire mentre recentemente, sul loro sito www.maimale.it, ho trovato i link per scaricare la registrazione dei primi pezzi. Il nuovo gruppo, della vecchia formazione, conserva solo un chitarrista e il cantante e anche lo stile è cambiato abbastanza con l’aggiunta delle nuove leve.

La serata prevedeva l’esibizione di altri 4 gruppi ma da quel che ho potuto sentire (mi sono perso il primo gruppo) mi sento di dire, senza dare un vero giudizio di parte, che loro sono stati più bravi degli altri o, quanto meno, si è potuto sentire qualcosa di quello che suonavano. L’ultimo gruppo in particolare credo abbia seriamente compromesso la capacità d’ascolto del mio orecchio destro (non chiedetemi perchè non il sinistro…magari per tendenze politiche, chi lo sa) che, se sommate, alla perdita della funzionalità polmonare dovuta alla quantità abnorme di fumo passivo assimilato, mi hanno permesso di allungare la lista di strani sintomi che il mio corpo sopporta (tanto ormai ci ho fatto l’abitudine quindi…).

La serata doveva prevedere anche la registrazione video o quanto meno qualche fotografia ma causa classici incovenienti tecnici non è stato possibile. Poco male, sarà per la volta prossima che immagino non sarà a lunga distanza in quanto lo spirito del gruppo mi sembra abbastanza vivo.

Ford Ravenstock - Recensione

Domenica, Novembre 26th, 2006
Ford Ravenstock
Titolo: Ford Ravenstock, specialista in suicidi
Sceneg: S. Raule
Disegni: A. Rossi
Edit. ita.: Panini comics
Formato: 18×26, 24pgg, bros, col
Prezzo: 4euro
Voto: 4.5

Avevo già fatto delle anticipazioni su questo albo in un vecchio post albo ma non posso esimermi da fare dei commenti dopo essermelo gustato per intero. Sin dalla prima pagina al lettore viene presentato chiaramente lo spirito che poi lo accompagnerà per tutta la vicenda: il protagonista viene interrotto dal suo maggiordomo nell’attimo in cui sta per iniziare a sniffare quelle che all’apparenza sembrano strisce di cocaina ma che invece si rivelano essere di stricnina. Il maggiordomo poi avverte Ford che nel pomeriggio ha fissato un appuntamento di lavoro con una vedova e lui ribatte dicendo “curioso, uno penserebbe che una vedova abbia già risolto tutti i suoi problemi”.

Durante la lettura mi sono convito che, più che nello svolgersi della vicenda, è nei dialoghi che viene fuori il meglio della sceneggiatura di Susanna Raule perchè ogni personaggio è caratterizzato minuziosamente e ogni battuta sembra aggiungere qualcosa alla loro psicologia. Ad esempio scopriamo che Ford, volendo bene ai suoi cani, ha tentato di avvelenarli un centinaio di volte ma il suo maggiordomo l’ha impedito, come gli impedisce di suicidarsi nonostante i vari tentativi. La storia però non sarebbe completa se a fianco del nostro “eroe” non comparisse una figura adatta a contrastarlo ed ecco quindi che giunge una detective che intuisce la presenza di una terza persona dietro a quelli che all’apparenza sembrano suicidi. Nonostante i suoi colleghi reputino l’ipotesi una fantasia lei ne è fermamente convita ma purtroppo il contenuto dell’albo non è sufficiente per poter sviluppare a pieno la “rivalità” tra i due personaggi nonostante venga comunque presentato un incontro tra i due. Forse usando un’unica storia invece di due episodi separati, dando quindi una connotazione più monolitica invece di un taglio seriale, certi aspetti sarebbero potuti essere affrontati diversamente ma credo che il vero elemento negativo (se così si può definire) è la tempistica con cui le vicende sono presentate perchè a mio avviso i continui salti temporali sono risultati fastidiosi. Si tratta comunque di un particolare che non sminuisce la qualità e l’originalità complessiva. Anche i disegni di Armando Rossi sono interessanti ed originali e permettono di rentedere l’opera ancora più singolare e particolare.

Il mio terzo posto

Venerdì, Novembre 24th, 2006

Stamane mi sono alzato di buon ora per andare Torino a ritirare il mio premio per il concorso di disegno. Era praticamente un anno che non prendevo più il treno alle 7:00, tantè che non mi ricordavo più neanche l’orario corretto e quindi l’ho perso per questione di 1-2m di ritardo (vabbè, colpa mia, la prossima volta mi faccio più furbo). Probabilmente deve essere stato un bel solievo anche per il mio contatto all’interno dell’organizzazione della mostra l’avermi tolto dai suoi incarichi pendenti perchè per una serie di vicessitudini varie tutti gli appuntamenti che ci eravamo dati li ho fatti saltare.

Non sono ancora riuscito a vedere le altre opere classificate, ma il sito relativo dice che presto verranno pubblicate per cui non mi resta altro che aspettare. Ero comunque soddisfatto del mio premio, parlo al passato perchè pensavo che il buono da 50euro fosse per un negozio di articoli di disegno. Mi sono ritrovato invece in un negozio di giocattoli che aveva un reparto anche di articoli fantasy, cioè libri gioco, carte, miniature e statuine varie. Per molta gente tutto questo sarebbe probabilmente una manna dal cielo ma per me il tutto è un po’ insipido perchè non sono appassionato. Volevo risolvere la situazione subito, cioè spendere tutto evitando di dover ritornare ma non avevo la minima idea di cosa prendere. Alla fine ho preso questa statuina che mi sembrava la meno peggio tra tutte quelle che ho visto ma nonostante il prezzo molto alto non ha poi tutta questa qualità nelle rifiniture.

statuina concorso - immagine 1 statuina concorso - immagine 2 statuina concorso - immagine 3
(cliccare per ingrandire)

Finite le spese, visto che non facevo in tempo a prendere il treno, sono andato al poli, sono passato in edicola, mi sono preso qualcosa da leggere e mi sono messo su una panchina ad aspettare. Dopo un po’ mi piomba dal nulla una tipa che fa “Scusa, ho visto quello che stai leggendo e non posso fare a meno di essere contenta, continua a seguirlo”. Vi starete chiedendo cosa mai stessi leggendo, semplice: Dylan Dog, che non avevo mai letto in vita mia (è uscita una nuova ristampa di vecchie storie in balenotteri da 300pg quindi non ho perso occasione per colmare la lacuna). Sicuramente la notizia avrebbe fatto più scalpore se avessi avuto per le mani, non so, qualcosa tipo “Famigli cristina” o “La pesca di altura”, comunque sono rimasto un attimo attonito perchè non mi era mai capitato di trovare UNA nerd, molto atipica per giunta perchè era un bella ragazza (mora) di cui nessuno avrebbe potuto sospettare un’interesse così forte verso il nostro famoso indagatore del mistero…mah. A questo punto comincerò a credere che esistono lesbiche come quelle di LWorld visto che mi è stato dimostrato che ogni regola ha le sue eccezioni (spero di non aver offeso nessuno con quest’ultimo commento).

Come ultima cosa vi segnalo che ho fatto le faccine natalizie per il nostro server, precipitatevi quindi a guardarle

Simpson, Spiderman 3 e RatMan

Sabato, Novembre 18th, 2006

Non so quanti lo sappiano ma è in produzione un lungo metraggio dei Simpson e qui trovate il primo trailer (ovviamente demenziale come al solito). Non è un vero trailer…sembra più una scena tratta dal film, ma non ci formalizziamo.

Qui invece trovate il trailer di Spider Man 3. Non è uno dei miei personaggi preferiti e non sono riuscito ad andare oltre i primi 20m del primo film però non si può dire che questo nuovo capitolo non si presenti bene.

Per quanto riguarda Rat-Man, segnalo che da Lunedì (20 Novembre) alle ore 17:55 su RaiDue prende il via la sua serie animata. Non ho idea di come si presenti perchè non è stata rilasciata nessuna preview però se è demenziale come il fumetto è certamente una cosa da non perdersi

FS = Fermi a Stura

Martedì, Novembre 14th, 2006

panorama stura

Oggi è stata una delle classiche giornate memorabili, di quelle che se non le metti sul ridere finisce che vai diritto in ospedale per ulcera perforante. La mattina scorre via tranquilla. Avrei dovuto cominciare a studiare per i prossimi (lontanissimi) esami di Gennaio ma mi sono autoconvito (con la classica guerra tra diavoletto e angioletto sulle due spalle) che qualche giorno di pausa in più o in meno non avrebbe fatto nessuna differenza. Tanto più che nel pomeriggio sarei dovuto andare a Torino per la premiazione del famigerato concorso di disegno. Sono arrivato terzo per cui, oltre a ricevere il mio premio, ero curioso di vedere il lavoro di quelli che mi erano arrivati davanti ma anche di capire quanti eravamo in totale. La premiazione doveva iniziare alle 16:00 per cui, facendo i miei calcoli, mi sono detto “prendo il treno alle 14:00, arrivo alle 15:00, ho un ora per guardami l’esposizione per cui vado in tranquillità”. Mai e poi mai avrei pensato che il mio trenino sarebbe arrivato in quel di Torino alle 17:45!!!

Il calvario comunque è stato ricolmo di simpatici aneddoti che mi appresto a raccontare. Per cominciare, a Vercelli salgono con me due ragazze sui 16 anni e si siedono proprio davanti a me. Dopo neanche trenta secondi, per non essere investito dalle loro chiacchiere, mi metto subito le cuffie nelle orecchie, sparo a manetta il mio cd di mp3 e inizio a leggermi un bel volumazzo di fumetti. Una delle due è particolarmente obesa ed indossando un completino attillatissimo maniche-corte con tanto di pantaloncini al ginocchio non è che la cosa possa passare inosservata. La cosa drammatica è che quando scendono a Santhià, io alzo (purtroppo) gli occhi e mi ritrovo con il fondo schiena di codesta ragazza a più o meno 5cm dalla faccia, metà del quale è esploso fuori dai pantaloni attillati. Controllo i conati (con i miei problemi di stomaco ho sviluppato delle sofisticate tecniche ninja a questo scopo) ma probabilmente devo aver assunto tutta la varietà di colori dell’iride con qualche variante nuova.

Ancora mi devo riprendere dalla cosa e al posto delle donzelle arriva un signore sulla cinquantina, anche questo particolarmente voluminoso. Io ero seduto dal lato del finestrino e ovviamente dove pensate che questo si sia seduto? Di fronte a me, tanto che io ero tutto accartocciato sul sedile non potendo stendere le gambe neanche un pochino. Per non parlare della coppietta che avevo alla mia sinistra, nell’altro gruppo di sedili, che sembrava impegnata nell’interpretazione di qualche scena da film porno, con le mani di lui che ogni tanto sparivano o salivano a mo di polipo sotto la maglia di lei. Probabilmente chiunque avrebbe cambiato posto (ammesso di non mettersi a guardare il film porno) ma io, che possiedo il gene vietato-ogni-sforzo-superfluo, mi rituffo nella lettura del mio volume.

A 5m da Chivasso andiamo in blocco e io penso “bah…dovranno lasciar passare qualche treno” e infatti di li a poco ne arriva uno. Dopo mezzora però comincio a pensare che fooooooorse non era solo una questione di ritardi ma alle 15:45 finalmente ripartiamo (anche se io ero ormai in ritardo rispetto a qualunque plausibile tabella di marcia).

Passiamo Chivasso e a 10m da Porta Susa ci fermiamo, DI NUOVO!. Io nel mio piccolo, dopo anni di convivenza forzata con le ferrovie, ho imparato che incavolarsi per ste cose non serve a nulla e neanche prendersela con i controllori perchè si finisce solo per imbestialirsi di più. Purtroppo ero l’unico sul treno a pensarla così probabilmente. Il tizio davanti a me assume l’atteggiamento dell’orso d’inverno: letargia alternata a periodi di vagabondaggio in cerca di cibo. Peccato che il “tempo di ciclo” era di 5m e il suo vagabondare consisteva nel passeggiare fino al finestrino dalla parte opposta, affacciarsi, sedersi, letargia, ecc… e io sempre accartocciato sul mio sedile che cercavo di mantenere un atteggiamente distaccato da tutto. Per non parlare della marea di gente che comincia ad accalcarsi nei passaggi tra le carrozze per fumare, roba che sembrava andassimo a fuoco e io dopo 10m ho già due occhi neanche stessi pelando delle cipolle. Il tempo intanto passa e io mando SMS a una mia amica che a Susa già dalle 15:00 e mi aspetta per venire a vedere l’esposizione con me ma io le dico di tornare a casa perchè non ho la minima idea di quando posso arrivare. Alle 17:00 la situazione non si è cambiata di una virgola, anzi, la gente ha preso a scendere dal treno e sembra intenta a raggiungere Stura a piedi. Finalmente poi arriva un controllore e avverte che stanno facendo arrivare una motrice da Susa, il che in termini temporali significa ancora mezzora prima di arrivare finalmente a Susa. Ovviamente poi tolgono la corrente per poter collegare la nuova motrice (ma fortunatamente c’è ancora un po’ di luce fuori per cui non siamo completamente al buio) e guardando fuori dal mio finestrino mi accorgo che il panorama disegnato dal tramonto non è poi male e decido di fare una foto con il mio telefono.

Poco dopo finalmente ripartiamo ma arriva di nuovo il controlloro e lancia l’ultimo messaggio tremendamente allarmante: “non avvicinatevi alle porte perchè sono aperte e quindi c’è rischio di cadere fuori”. Io comincio a pensare di essere finito sul treno più pazzo del mondo.

Alle 17:45 circa approdiamo a Susa, a momenti non ci volevo credere. A questo punto ho due scelte: o provo ad andare comunque al Poli scartabellando bene nella mia rubrica per cercare il numero del responsabile della mostra (che non avevo trovato precedentemente) andando in contro nuovamente all’incognita treno oppure posso precipitarmi sulla parte opposta della pensilina dove stanno annunciando il treno per Milano e dove tra l’altro ho avvistato un mio amico che non vedevo da tempo e con cui avevo disogno di parlare. Secondo voi che ho fatto? Ovviamente la seconda delle due perchè una volta, per aver assistito a 5m in più di lezione sono dovuto rimanere a dormire a Torino a casa di amici visto che tutti i treni in partenza per Milano venivano soppressi. Quindi tra l’incertezza e la garanzia del ritorno a casa o scelto la seconda delle due.

Il viaggio di ritorno è stato solo un gran ciarlare tra di noi per cui non mi sono accorto dei ritardi se non all’arrivo quando guardando l’orologio ho visto che c’era più di mezzora. Ma tanto non conta perchè quello era il treno che era partito con un ora di ritardo da Porta Nuova.

Tank Girl

Lunedì, Novembre 13th, 2006

Tank Girl Vol.1
Titolo: Tank Girl
Sceneg: J. Hewlett, A. Martin
Disegni: J. Hewlett
Edit. ita.: Coniglio Editore
Formato: 17×24, 128pgg., b/n
Prezzo: 12euro
Voto: 5

Ho un vaghissimo ricordo della prima comparsa di questo personaggio qui da noi. All’epoca andavo alle medie ed ero intrippatissimo con i Cavalieri dello Zodiaco per cui una figura come Tank Girl era veramente troppo estrema e schizzata per poter rientrare nei miei gusti, o almeno era questo quello che avevo pensato quando mi capitò di sfogliare la rivista su cui venne serializzato. Come cambiano i tempi. Non ci ho minimamente pensato due volte prima di decidere di prendere questo volume e, come mi capita abbastanza spesso, l’ho fatto avendo notizie veramente sommarie su quello a cui stavo andando incontro.

Il primo impatto è stato veramente forte, sotto ogni punto di vista: dialoghi, disegno, storia, tutto insomma. Mi sono detto “non è mica una cosa normale” e infatti è probabilmente l’aggettivo meno azzeccato che si possa affibiare a questo fumetto.

Partiamo ad esempio dalla storia: le avventure di una punkettona (passatemi il termine) che scorrazza nel deserto australiano a bordo di un carroarmato (dal nome poteva poi essere altrimenti?) senza un fine preciso. Lei dovrebbe essere una sorta di mercenario che combatte delle bande di canguri-fuorilegge ma non esistendo regole (se non forse quella che dice che non ci sono regole) lei finisce per mettersi insieme ad uno di questi canguri e porta alla pazzia (seppur involontariamente) il suo capo (in uno degli episodi più divertenti del volume). A questo va aggiunto che vive con due animali di pezza “animati”, un koala (alcolizzato e dagli ambigui gusti sessuali) e un topo (dall’apparenza più tranquilla), e le sue migliori amiche si chiamano Jet Girl e Sub Girl (vi lascio immaginare il perchè).

Anche a livello artistico l’originalità non scarseggia e lo stile di disegno tentende al caricaturale è molto particolare. Il connubio poi con la tecnica di chinatura e retinatura rende le tavole ricchissime tanto che ogni singola vignetta dovrebbero essere analizzata singolarmente per poter cogliere tutti i dettagli. La scelta poi di stampare su carta più spessa del normale e in tinta sbiadita lo trovo particolarmente azzeccata.

Come introduzione al volume vengono riportati stralci dei diari privati di David Vecchiato, colui che è stato il promotore della prima pubblicazione di Tank Girl in italia negli anni novanta. A mio avviso si tratta di una scelta molto originale e dalla lettura traspare comunque l’impegno, l’ostinazione e la convinzione nella volontà di “diffondere la novella”, ma chi più dargli torto in fondo.

Per chi fosse interessato comunque posso dire che non si tratta dell’unico volume della sgangherata eroina in quanto fonti attendibili hanno confermato che verranno pubblicati anche i restanti in modo da completare la ristampa completa (in totale dovrebbero essere 4-5 volumi), mentre a questo link potete trovare una micro recensione e uno zip con alcume tavole di preview.

Lucca Comics 2006

Sabato, Novembre 11th, 2006

La scorsa settimana si è tenuta Lucca Comics, una convention/mostra/fiera di fumetti e videogiochi giunta ormai alla sua quarta edizione. Quest’anno sembra che l’evento sia stato particolarmente coinvolgente e continuano a fioccare i commenti entusiasti nei confronti della manifestazione sui vari forum e blog che seguo. Pur avendo l’occasione di poterci essere anche io, seppur per un solo giorno, ho disertato (la motivazione ufficiale è lo studio ma quella reale è che non ho mai voglia di fare un cavolo per cui se gli eventi non mi travolgono come una mandria di bisonti non mi schiodo mai dalla mia condizione di eremita asociale) ma non ho potuto esimermi dal richiedere e pubblicare le foto fatte dalla mia banda di amici (cliccate sulle foto per ingrandirle).

Cominciamo quindi la rassegna con quelli che per me sono i più riusciti cosplayer: Jack Sparrow, Zabusa (personaggio di Naruto) ma soprattutto un Clone (perdonatemi se la classificazione magari non coincide perfettamente con la gerarchia militare delle truppe imperiali di Star Wars).

Jack Sparrow Zabusa clone star wars

Proseguiamo poi con la ninja Mary, ex-appartenente al clan/villaggio della foglia (sempre in riferimento al manga di Naruto) intenta a rifocillarsi dopo aver compito qualche missione in giro per la mostra, Gandalf il grigio (dal Signore degli anelli), Raistlin (dalla saga fantasy DragonLance) e tre dei quattro GhostBuster.

ninja mary GandalfRaistlin DragonLance Ghostbuster

Chiudiamo infine (da sinistra a destra) con Light Yagami e Ryuk (dal manga Death Note), Gatzu (dal manga Berserk) e V (dalla graphic novel V for Vendetta).

deathnote gatzuV for vendetta

Witchblade - Caccia alla strega

Venerdì, Novembre 10th, 2006
Witchblade - Caccia alla strega
Titolo: Witchblade - Caccia alla strega
Sceneg: R. Marz
Disegni: M. Choi, K. Cha, C. Bachalo
Colori: B. Buccellato
Edit. ita.: Panini Comic
Edit. orig.: Top Cow
Formato: 17×26, bross, col
Prezzo: 15euro
Voto: 3.5

Witchblade è prima serie a fumetti americana a cui mi sono avvicinato (praticamente in conteporanea a Spawn) e sono passati anni da quando è scomparsa nelle edicole/fumetterie italiane. All’epoca ero dispiaciuto di perdere “la mia eroina preferita” ma dentro di me ero anche sollevato perchè il livello grafico era diventato veramente troppo discontinuo (l’arrivo di Keu Cha e Brian Ching l’avevano reso veramente inaccettabile a mio avviso) ma anche le storie erano oramai solo un grande calderone di trame/indizzi senza una finalità precisa.

Il mercato italiano però ultimamente sembra ben disposto ad accettare iniziative per cui probabilmente quelli della Panini non si sono lasciati sfuggire l’occasione per rilanciare il personaggio forti del fatto che anche alla Top Cow è da qualche tempo che stanno spingendo per cercare di risollevare le sorti della bella eroina. Il volume raccoglie i numeri 80-87, inediti in italia visto che si era arrivati al 60, con quindi all’attivo un gap di 20 numeri inediti che comunque non devono scoraggiare dall’acquisto in quanto le storie presentate sono un ottimo punto di partenza, anche per i neofiti.

I primi 6 numeri contengono la run che da il titolo al volume, in cui la bella Sara Pezzini, detective della polizia di NY e detentrice dell’artefatto mistico chiamato Lama stregata che vive in simbiosi con lei, si vede costretta ad affrontare una setta che intende risvegliare un’antica divinità. In quanto ad originalità siamo quindi veramente scarsi ma sarebbe un’inguistizia dire che la storia di per se non è godibile per cui il lavoro dello sceneggiatore Ron Marz è più che pregevole, sia nei dialoghi (divertenti anche in alcuni punti) che nel ritmo/tempistica con cui gli eventi sono presentati. Per i conoscitori delle testate Top Cow posso dire che in una scena fanno la comparsa anche Lara Croft e Darkness mentre Magdalena ha una parte attiva nella storia essendo scelta come emissaria dalla chiesa per portare un messaggio a Sara (la setta infatti era composta da preti miscredenti).

Nei disegni di Michael Choi è evidente il contagio dello stile di Michael Turner (il primo, mitico, disegnatore della serie) e di Mark Silvestri ma nel complesso viene mantenuta una certa personalità. La colorazione mi ha lasciato invece perplesso per la scelta di utilizzare alcuni effetti dalla resa poco convincente mentre le cover di Greg Land poste in appendice mi sono piaciute.

I numeri 86 e 87 non fanno parte della run e contengono due storie autoconclusive disegnare rispettivamente da Keu Cha e Chris Bachalo ma comunque inserite nella continuity della serie. Nella prima Sara si trova ad affrontare lo spirito di un samurai nel museo di NY mentre nella seconda, dopo essere stata trasferita alla sede centrale del dipartimento di polizia con la scusa di poter lavorare meglio su una serie di strani casi, si vede costretta ad affrontare uno spirito che sta mietendo vittime tra i barboni della città. Nel complesso entrambe le storie sono abbastanza deludenti sia per quanto riguarda la sceneggiatura che per la parte grafica, perchè di fatto non hanno nulla di particolare.