Giugno 24th, 2006
Penso che la foto si commenti abbastanza da sola (non so se rendere grazie o meno al blog di Diegozilla per questa perla). Ma sarà poi vera? Quanto meno però è verosimile. Sembra sul punto di esplodere. Chissa se gli fanno qualche controllo strano all’ingresso visto che potrebbe essere classificato co1;$arma impropria…sigh
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Giugno 22nd, 2006
I primi anni di università io, come molti altri ragazzi del mio corso, eravamo “costretti” a seguire un corso d’inglese in cui più che altro si perdeva del tempo in modo gratuito. Uno di quei giorni però la nostra professoressa (Mrs Eleine) ci ha regalato una delle perle di demenzialità che sono rimaste nella storia della nostra carriera universitaria.
Tutto scaturisce dal fatto che lei ci racconta che avrebbe insegnato ad andare sul surf a vela (o una cosa del genere) a niente popo’ di meno che Paul McCartney e che poi un po’ per amicizia (o magari per qualche altro interesse) il famoso cascetto gli aveva addirittura dedicato una canzone. Tutti noi quindi a pensare: “bella storia, ma sarà poi vera?”. Beh, non facciamo neanche in tempo a finire di formulare quel pensiero che lei lo polverizza con un’uscita del tipo: “…beh, così quando muore poi la vendo e ci faccio dei soldi”.
Probabilmente lei però non sa che sulla figura di McCartney pende un mistero al quanto bizzarro in quanto alcuni sostengono che sia morto nel ‘69 e che da allora sia stato sostituito da un sosia: leggete qui .
Parafrasando un famoso giustiziere della politica italiana, io direi che sicuramente è un complotto dei comunisti.
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Giugno 21st, 2006
Mi è stato segnalato questo fantastico blog e io provvedo a espandere la conoscenza nel modo, missione per altro assunta di petto se si tratta di fumetti.
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Giugno 17th, 2006
Confesso che la recensione di questo volume probabilmente arriva un po’ in ritardo (credo che sia in giro oramai da qualche mese) ma avendo apprezzato il suo sceneggiatore in altre opere (Y:The Last Man e Runaways) non ho resistito al suo richiamo e appena ho potuto l’ho comperato. Devo dire che la sua lettura non mi è risultata molto semplice e ho cominciato ad esserne affascinato solo verso la fine ma procediamo con ordine perchè di cose da raccontare su questo volume a mio avviso ce ne sono parecchie.
Innanzi tutto: di cosa parla? A grandi (ma molto grandi) linee è la storia di un giovane ingegnere (Michell Hundred) che acquisisce il potere di dialogare, o per meglio dire, di comandare, le “macchine”, cioè un qualunque congegno meccanico (da qui il rimando al titolo dell’opera anche se una spiegazione completa della semantica effettiva è un po’ più articolata). Detto così sembra essere la solita solfa trita e ritrita ma B.K.Vaughan (lo sceneggiatore) costruisce la storia su fondamenta ben diverse da quelle che ci si potrebbe aspettare. Ex Machina è il nome che Mitchell assume quando indossa i panni del giustiziere ma le azioni che compie (una molto clamorosa che non enuncio per non rovinare il gusto di scoprirla a quei temerari che vorranno comprare il volume) col tempo cominciano ad insinuare forti dubbi nel protagonista sul fatto che sia o meno corretto cercare di portare il mondo sulla retta via usando “le maniere forti”. Queste convizioni sono il perno fondamentale della vicenda in quanto Michell decide di abbandonare per sempre le spoglie del suo alter-ego e di dare il suo contributo
per un mondo migliore candidandosi, e vicendo, le elezioni a sindaco di New York (la città in
cui tutta la storia si sviluppa). Nel complesso quindi abbiamo a che fare con un super eroe che non vuole essere tale e che viene invece a scontrarsi (pesantemente) con quello che l’amministrazione di una citta come New York può comportare. In più, in questo primo volume, non viene specificata la sorgente effettiva del potere di Mitchell e si parla di un fantomatico “super-cattivo” che è stato sconfitto (apparentemente) ma di cui non viene raccontato nulla per cui rimangono aperti molti interrogativi che suscitano forte curiosità.
Il metodo narrativo che viene utilizzato a mio avviso è molto raffinato e di alta scuola anche se tende un po’ a spiazzare il lettore. Il sunto che ho fatto sopra infatti non viene raccontato così linearmente, in quanto la narrazione parte con Mitchell già sindaco e poi, pagina dopo pagina, con un sapiete uso di flashback, il mosaico piano piano si compone.
Fondamentali sono anche i dialoghi tra i personaggi con il loro carico di ilarità, provocazioni e continui rimandi (sin dalla primissima pagina) alla quotidianità della società americana dei giorni nostri.
Anche la tecnica usata per il disegno è al quanto particolare. Tony Harris (il disegnatore) si è infatti avvalso di persone in carne ed ossa, fotografandole in posa, secondo quello che era lo story-board, e ridisegnando poi le foto fatte (il tutto è testimoniato da nelle pagine il fondo al volume che presentano la sequenza di costruzione di alcune tavole). L’effetto alla lettura è veramente notevole.
Nel complesso i presupposti per un’opera molto interessante ci sono proprio tutti.
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Giugno 17th, 2006
Pochi giorni fa ho scritto un post per “reclamizzare” il nuovo telefilm su Joey dicendo che è tutto sommato divertente. Non che abbia cambiato idea ma nella puntata dell’altro ieri uno scambio di battute tra i protagonisti mi ha lasciato un attimo basito perchè si parlava di compilazione di moduli kernel linux. Sì avete letto bene: moduli kernel!
Tutto nasce dal fatto che Alex (l’amministratrice dello stabile di Joey) aveva un problema con il pc e aveva chiesto a Michael (il nipote di Joey) di aiutarla. Lui rigira il suo problema ad un suo amico (probabilmente nerd) e Joey quando viene a conoscenza della cosa chiede semplicemente cosa era capitato (anche se uno non sa nulla di un argomento fa sempre piacere avere domande del genere, no? almeno si dimostra interesse verso l’altra persona) e qui arriva il bello perchè Michael gli risponde con una cosa del tipo:
“Non riusciva a compilare un modulo nel kernel linux: il front side bus non comunicava più con la memoria cache!”.
Ovvio che questo popo’ di termini tecnici doveva semplicemente portare Joey ad avere una faccia assurda (come d’altra parte capiterebbe allla maggior parte delle persone visto l’alta concentrazione di termini tecnici in una sola frase) e io li per li non ho pensato al significato effettivo della frase stessa. Ieri mattina invece, di punto in bianco, mi è ripombata nel cervello e ho cominciato a cercarne un senso ma dopo 5 minuti di arrovellamenti cerebrali ho rinunciato a trovare una risposta: “è possibile che con un modulo kernel io possa fare si che l’FSB comunichi o meno con la cache”?
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Giugno 13th, 2006
Arriva l’estate e come al solito la maggior parte dei programmi televisivi finisce. Quest’anno però, almeno per il momento, sembra che ci siano validi sostituti. Mi riferisco ai due nuovi telefilm che vanno in onda dalle 19:00 (circa) su RaiDue: Joey e Due uomini e mezzo.
Nel primo caso si tratta di uno spin-off (concedetemi il termine) di Friends in quanto il Joey di cui si parla non è altro che il mitico Joey Tribbiani, attore un po’ tontolone ma dal fascino irresistibile (almeno nei serials) interpretato da Mat LeBlanc. L’incipit della storia mi è un po’ sfuggito perchè mi sono perso purtroppo le primissime puntate (complici i programmatori della rai che fanno le cose senza dare un preavviso ai poveri utenti) per cui mi sono trovato Joey catapultato a Los Angeles dove vive la sua conturbante sorella Gina (Drea de Matteo) e il relativo figlio Michael (Paulo Costanzo). Michael stressato dalle pressioni di sua madre che vole mettere becco in qualunque cosa faccia finisce per trasferirsi a casa dello zio e la coabitazione risulta molto singolare in quanto Michael è una “secchia” di prima categoria incapace di relazionarsi con il sesso opposto mentre Joey è esattamente agli opposti. Chiaramente poi Gina non ci sta ad essere messa in disparte per cui è sempre presente nella vita del figlio ma c’è anche un’altra presenza femminile interessante a complicare le vicende: Alex, avvocato che vive di fronte a Joey e che funge da amministratore dello “stabile”.
Nel complesso, anche se non arriva neanche minimamente vicino a Friends, a mio parere è un buonprodotto se si vuole passare una mezzoretta di relax (Joey è veramente sempre lo stesso per cui risate garantite).
Il secondo telefilm invece ha come protagonista niente popo’ di meno che Charlie Sheen e in più l’incipit qui è decisamente più interessante rispetto al precedente: Charlie (Charlie Sheen) si vede costretto ad ospitare a casa sua il fratello Alan (Jon Cryer) e il piccolo Jake (Angus T. Jones) in quanto Alan è stato piantato dalla moglie che si è dichiarata lesbica. Charlie poi è un donnaiolo con delle teorie tutte sue su come trattare con le donne (nella puntata di sta sera ad esempio spiegava al nipotino come riconoscere un seno rifatto da uno vero e Jake era rimasto talmente affascinato dalla cosa che al cinema con la madre passa poi il tempo da dire “Quello è vero…quello pure…quello rifatto…”).
Complessivamente anche questo mi sembra un buon telefilm anche se forse non arriva alle punte di comicità di “Joey”.
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Giugno 9th, 2006
A quanto pare da Aprile è iniziata la programmazione della serie animata di Witchblade. Si tratta di una produzione dello studio Gonzo Animation di ben 26 episodi e a quanto pare ha riscosso un certo successo finora. Non sono in grado di dare notizie attendibilissime in quanto il sito ufficiale non dispone ancora di una versione in inglese (e per il mio giapponese vale la seguente proporzione “fina : giapponese = di pietro : italiano”) però sembra che non ci sia molta attinenza tra questa serie e la relativa versione a fumetti, fatto peraltro testimoniato dal character troppo “gommoso” per poter essere paragonato a quello originale e dal contratto da Top Cow (editrice che ha creato il personaggio) e Kodansha (nota editrice nipponica) per far uscire un’adattamente in manga della serie in contemporanea alla programmazione televisiva.
Del resto non è certo la prima volta che la lama stregata viene utilizzata da donne che non siano Sara Pezzini o in ambienti diversi dal fumetto (le deludenti serie televisive e le voci riguardo film in produzione lo palesano). A mio avviso questo è anche uno dei punti di forza del concept stesso oltre a mix interessanti di misticismo, azione e (soprattutto) una abbondante dose di curve (almeno questo per quanto riguarda il fumetto) però bisogna vedere come l’introduzione di varianti vengono poi utilizzate ai fini della storia.
Sembrerebbe poi che ci sia un certo interesse per riuscire a portare la serie anche su Cartoon Network in america, il che significherebbe riuscire a vederle in una lingua comprensibile e a costi più o meno contenuti (che ha orecchie per intendere intenda).
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Giugno 8th, 2006
Ormai è certa la produzione di almeno due nuoi lungometraggi sull’universo mutante. Il primo riguardante il più famoso tra questi, vale a dire Wolverine, mentre l’altro è magneto. Confermata la presenza sia di Hugh Jackman che di Ian McKellen per i rispettivi lavori ma se nel primo caso il film dovrebbe riguardare l’innesto dello scheletro di adamantio nel “povero” Logan, nel secondo caso la storia dovrebbe riguardare l’infanzia di Magneto per cui la presenza di Ian McKellen dovrebbe fungere più che altro da collante tra i diversi contesti temporali della narrazione.
La marvel però non si limita a questo perchè sono in cantiere anche altri film: iron man, fantastic four 2 ma a quanto pare anche il primo spin off su Emma Frost. Mi chiedo chi può essere la migliore candidata per rappresentare questo popò di personaggio.
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Giugno 7th, 2006
Probabilmente sono la persona meno indicata per parlare dell’uomo ragno e dell’universo marvel in genere ma ultimamente (complici i film degli x-men) ho sentito l’impulso di buttarci un occhio (nella speranza comunque sempre di poterlo recuparare in un futuro prossimo). Come capita abbastanza spesso non appena si tentano di drizzare le orecchie su un certo argomento, le notizie/iniziative cominciano ad arrivare. Nel mio caso si tratta dell’acquisto del volumazzo visibile nell’immagine che dalla copertina si presentava già molto appetitoso. Come ho detto, non essendo un lettore dell’uomo ragno, ho comprato il volume un po’ a scatola chiusa presupponendo già che la metà di tutto quello che sarebbe stato narrato sarebbe risultato del tutto incomprensibile, causa la famigerata continuity. Incredibile rivelazione: la profezia era sbagliata! Chiariamoci comunque: il volume non è autoconclusivo ma raccoglie sei episodi apparsi su “The amazing spider man” (#40-45) ma nonostante questo la narrazione rimane comunque fluida.
Il merito va chiaramente a J.M.Straczynski (stracchino per gli amici) che mi ha anche colpito in quanto rivela un’aspetto dell’uomo-in-calzamaglia che non conoscevo: è un nerd!
Parole pesanti, certo, ma cosa ne dedurreste voi dal seguente monologo del suddetto uomo-in-calzamaglia:
“Eh Eh…uomo ragno..ricerche sul web. Buffo. Avrei dovuto prenderne il copyright. Avrei fatto una fortuna. Web-chat, web-zines, web-browser, web-link…Avendo anch’io a che fare con le ragnatele, dovrei avere più link. Ehi, forse Bill Gates ha bisogno di una mascotte…No…poi dovrei cambiare il mio nome in continuazione…Spidey98…SpideyMe…SpideyXp…Spidey-cosa-un-altro-upgrade? Quando Obi-wan parlava del lato oscuro della forza, chi l’avrebbe mai detto che si riferiva a windows…?”
Meditate gente.
Meditate.
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Giugno 7th, 2006
Finalmente si parte.
Stento anche io a crederci ma questa volta si parte davvero.
Come al solito la soddisfazione per quello fatto non è completa (chi mi conosce sa che alla fine non sono mai contento di nulla) ma cammin facendo conto di migliorare gli aspetti che al momento non mi soddisfano.
Probabilmente vi starete domandando di cosa tratterà il mio blog. Beh, di cos’altro se non di fumetti? Oramai sono un accanito lettore e conto di sfruttare questo spazio per dare le mie impressioni su quello che leggo e su questo universo letterario. Non mancheranno comunque notizie e curiosità di vario tipo, ad esempio musicali, ma mi è logicamente impossibile fare previsioni sui relativi contenuti al momento.
Beh, come manifesto di presentazione credo di aver detto tutto.
Pronti allora? Via…si parte!
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